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EcoBassa Modenese

Dal blog di Beppe Grillo
I Ds sono diventati la “ricca signora che fu contadina, benessere, ville, gioielli e salami in vetrina”(*). Fanno inceneritori, parcheggi, Tac e depositi sotterranei di gas. E si credono industriali. Quelli del lavoro, lavoro, lavoro... I democristiani e i socialisti magari rubavano, ma avevano una strategia del consenso. Oggi in Emilia le persone fanno le omelie nella notte di Natale per chiedere aiuto al Signore... Il perchè scopritelo leggendo la lettera di Raimondo Soragni, sindaco di Finale Emilia. Un vero ‘Ds Horror Picture Show’.
Gentilissimo Beppe Grillo, mi ha chiesto un riassunto della vicenda che tanto sta facendo discutere nel modenese e in Emilia, e portando migliaia di cittadini nelle strade. Beh ci proverò perché è il classico esempio di come la politica miope senza strategie in campo energetico (impianti fotovoltaici, solari, eolica nel nostro Paese sono ancora pura fantascienza!), ma al servizio solo delle speculazioni e business possa cercare di distruggere un territorio. Allora partiamo dalla Bassa, ovvero l’altra metà del territorio modenese. Qui è arcinoto c’è una fetta del fior fiore della nostra agricoltura. Qui tutto è Doc, Igp, bio… E qui era fino a un mese fa l’Uomo del Monte – se lo ricorda? – sì quello che ‘dice sì’. Succhi di frutta, conserve prodotti a San Felice sul Panaro e venduti in tutto – dico in tutto – il mondo. Una mail da Miami e…. un mese fa chi la controlla ha deciso la chiusura. Occupava fino a 600 lavoratori anni fa. Oggi è una grande area che cerca acquirenti. In cinque anni il fior fiore dell’agroalimentare qui, nella Bassa – tra Mirandola-San Felice-Finale Emilia (sono sindaco di quest’ultimo Comune), ha visto chiudere stabilimenti di Covala Mon Jardin, Conserve Italia, Corte Buona… e un anno fa pure il grande zuccherificio perché l’Italia ha detto sì alla ristrutturazione del settore saccarifero. Oltre 2mila occupati a spasso. Questa premessa… per arrivare all’oggi e a qualche mese fa. A settembre – dopo che i documenti ufficiali parlano di incontri già iniziati a marzo 2006 e di una concessione per lo studio del progetto rilasciata nel 2002 in gran silenzio – grazie ai giornali i cittadini e anche parte di noi Comuni della zona scopriamo che una società inglese, la Independent Resources ha presentato un progetto (il 30 agosto il Governo e la sua cabina di regia per il piano energetico lo hanno avallato dicendo di essere comunque…in attesa della Commissione Via Valutazione Impatto Ambientale) per realizzare a Rivara il primo stoccaggio sotterraneo in acquifero in Italia che sarebbe la prima riserva italiana di gas. Si pompa a pressione a 2500 metri sotto terra (non in un precedente bacino di gas vuoto, si badi bene come ne esistono già in Emilia e sono pure inutilizzati!) gas e ‘… tanto non fa nulla, sotto c’è un oceano si sposta solo acqua…’ dicono i vertici dell’Independent (quotata un anno fa in Borsa a Londra, nessuna esperienza alle spalle, titolo unico del settore energia che stranamente anziché salire nel 2006 è in netta perdita). Le sembra assurdo? Non è nulla in confronto a quel che leggerà tra poco: l’impianto ha una ciminiera alta circa 100 metri, capannoni alti 30 metri con potenti turbine per sparare giù il gas che, va pure sottolineato, sarà stoccato privatamente e rivenduto da privati a chi vorranno. Dunque non necessariamente allo Stato. L’impianto sarebbe a ridosso di case e paesi da 10mila abitanti e in un comprensorio che ‘stranamente’ accusa il 20% in più di tumori ai polmoni. Per primari e medici, per geologi dell’Università è ‘pura follia pensare a un simile impianto in questa area a così alta densità abitativa’. Il gas nel sottosuolo avrebbe una estensione di 117 kmq dunque buona parte dei 9 Comuni della Bassa. Ma andiamo avanti… Oltre all’impianto che sorgerà su 60mila mq sono previste altre 4-5 centrali di monitoraggio sempre in zona (grandi come un campo di calcio e sempre con altre ciminiere attive che emetteranno il gas in dispersione…). L’impianto, va poi ricordato, sorgerà a ridosso della futura autostrada Cispadana che taglierà a metà questo territorio e che la Regione ER stranamente ha voluto anziché superstrada (ne sarebbe competente l’Anas) autostrada: le cordate in corsa per un’opera che sarà finanziata per il 70% dai privati ci sono già e in tutti e 2 i raggruppamenti di società interessate guarda caso… ci sono tutte le cooperative di costruzione del pianeta… Legacooperative. Andiamo pure avanti: nel sito dell’Independent è ribadito più volte che il Governo sollecita l’opera e che ci sono già memorandum… con Hera la multiutility nata tra Bologna-Modena e la Romagna… Il sospetto, fortissimo, ribadito anche dai giornali è che dietro questa società inglese ci siano ben altri interessi e speculazioni. Un altro dato ridicolo e preoccupante: Independent si muove per un’opera che è stato annunciato costerà circa 200 milioni di euro con una società controllata in Italia che ha un capitale sociale… di 10mila – ripeto 10mila – euro!!!!! Di più: quello che per i Ds (ormai rimasti soli a sostenere il progetto dopo la sollevazione in tutto il comprensorio) è stato ribadito è ‘investire nel comprensorio’ e che per il sottoscritto, i Comitati (a cui va dato il merito di aver sollevato lo scandalo) e la stampa è solo una grande speculazione che farà di questo territorio cuore dell’agroalimentare italiano il ‘Polo della pattumiera’, prevede anche ad appena 1 chilometro di distanza nel sito dell’ex zuccherificio di Massa Finalese (e qui siamo nel mio territorio di competenza) un inceneritore (!): a volerlo Italia Zuccheri che aveva l’impianto saccarifero e che dall’Ue per bonificare l’area si prenderà circa 35milioni di euro. La stessa Italia Zuccheri che ha già detto di esser pronta a realizzare un inceneritore con un partner locale… (Aiamg, altra multiutility modenese e questa volta con sede proprio a Mirandola). Attenzione perché dietro l’inceneritore sorgerebbe a poca distanza un impianto per le bio-masse e sempre nel mio territorio e a non più di 3 chilometri in linea d’aria dal maxi deposito del gas di Rivara, pure una maxidiscarica. Sono migliaia le firme raccolte dai cittadini, i teatri sono stati strariempiti come mai era accaduto nel modenese e in Emilia, ci sono state omelie a Natale nelle chiese, i giornali ne parlano un giorno sì e un giorno sì e hanno a cuore il disastro che si vorrebbe realizzare… e tutti insieme senza distinzione di ideologie, tessere di partito, stiamo lavorando per sbarrare la strada al maxi deposito del gas e poi all’inceneritore (ne esiste già uno enorme a Modena). Chicca finale: il nostro territorio è giudicato zona sismica di 3 grado, anni fa per un mese tutti i giorni la terra qui tremava, e la concessione usata dall’Independent è l’unica lasciata libera dall’Eni e altri gruppi che avevano fatto studi in passato perché non ritenuta sicura e produttiva.Resto a disposizione per qualsiasi altra spiegazione e sono contattabile al Comune di Finale Emilia". Raimondo Soragni, sindaco di Finale Emilia

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